Review of Un Chien Andalou (1929) by Vittorio B — 05 Feb 2009
"Un chien andalou" è un cortometraggio di 15 minuti ( e non 55 come indica la scheda filmica...) di Bunuel e Dalì. Apparentemente non esiste alcuna correlazione tra il titolo e la pellicola in se, per il semplice fatto che Bunuel utilizza un associazione libera di significati ed immagini proprio come accade nei sogni, dunque pur non avendo alcun legame col film allo stesso tempo, è coerente con l'idea surrealista che sta alle spalle.
E' come osservare un quadro di Dalì assaporandone ogni frammento. Elementi quali le formiche sulle mani o le ambientazioni aspaziali, sono trasposizioni cinemtagorafiche di altrettanti elementi pittorici surrealisti, (in questo caso della pittura di Dalì).
Se per alcuni, questo capolavoro, può risultare puro non-sense, (e non sbaglierebbero nel classificarlo tale), per altri può svelare un universo di sequenze sciolte da ongi legame spazio-temporale, tanto da trovare una sua logica d'esistere.
Entrambi, dunque, sono pensieri coerenti gli uni con gli altri, come due facce della stessa medaglia. Se questo non è genio...
This review of Un Chien Andalou (1929) was written by Vittorio B on 05 Feb 2009.
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