Review of La Bête Humaine (1938) by Millo T — 20 May 2013
Dopo il suo capolavoro La grande illusione, Renoir firma questo Drama espressionista ambientato tra Parigi e Le Havre, sul tragico triangolo amoroso tra una coppia di coniugi composta da un funzionario della stazione di Havre, la giovane e affascinante moglie Séverine, ed il macchinista Jacques Lantier.
Definita da un romanticismo che evoca suggestioni vicine all'influenza naturalista della letteratura e dell'arte visiva, l'opera è caratterizzata da una struttura narrativa pregna di forti elementi allegorici, quali riescono, grazie all'efficacia di immagini emblematiche nel preventivare situazioni e risvolti infausti, e piani sequenza ipnotici, a generare un pathos che, questa volta, mostra senza tabù o censure quelle apprensioni pessimiste che tormentavano la classe proletaria in un momento della storia in cui, da lì a poco, sarebbero state messe a dura prova le convinzioni e le ideologie di questa problematica casta sociale.
Il risentimento da parte di Lantier (un impeccabile Gabin) di non poter uscire dai suoi schemi "ereditari" (lui stesso afferma di essere il discendente di una famiglia di alcolisti) lo porterà a compiere quegli istinti omicidi manifestati verso le sue amanti, spesso paradossalmente attratte proprio dalla sua apparente condizione di serenità ed autocontrollo; un onesto lavoratore che si ritrova a fare I conti con l'arroganza del ceto aristocratico, come per il suo collega Roubaud, anche lui ormai stanco di una vita "ordinaria" e constantemente sull'orlo paranoico di una crisi di nervi (triste ma significativa la scena in cui ruba dei soldi dal portafoglio dell'amante della moglie, ucciso con la complicità di quest'ultima, e verso cui, in un primo momento, aveva promesso a sé stesso di non impossessarsi dei suoi averi; promessa che, come visto, durerà ben poco).
Questi sentimenti di frustazione e collera porteranno I due protagonisti a quei comportamenti violenti ed pericolosamente impulsivi quali li identificheranno come "bestie umane" (dal titolo del romanzo d'ispirazione di Zola): ad affliggere gli animi inquieti di Jacques e Roubaud, c'è, appunto, Séverine: femme fatale che si può rivelare un'arma a doppio taglio; anche lei, infatti, decisa ad entrare nel mondo della piccola borghesia con tutti I compromessi possibili, persino brutali (sebbene il personaggio, in sé, non si possa considerare esattamente "malvagio").
Il destino dei tre sciagurati non potrà che essere nefasto. Nonostante il ritmo lento della trama, Renoir dirige eccellentemente I ruoli di Gabin, Ledoux, e Simon con una maniera autentica che gli permette di rappresentare una suspense della messa in scena giocata sul continuo alterco tra buon costume e violazione delle regole.
This review of La Bête Humaine (1938) was written by Millo T on 20 May 2013.
La Bête Humaine has generally received very positive reviews.
Was this review helpful?
