Review of Alphaville (1965) by William N — 27 Nov 2012
Alphaville è una città governata da un rigoroso sistema tecnocratico, in cui tutti I suoi abitanti vengono computati in serie, e non è accettata alcuna forma di alienazione dalla consietudine giornaliera. Il computer Alpha 60 controlla categoricamente le menti dell'intera popolazione, assicurandosi che tutto proceda secondo la logicità matematica dell'equazione E=mc²: nulla viene lasciato al caso, e niente sfugge al predominio di quest'enorme elaboratore di sorveglianza. Non vi è libertà di parola, nè la possibilità di elucubrare su concetti quali vita ed amore (la stessa parola "perchè" viene bandita dal vocabolario, qui preso addirittura in considerazione come una "Bibbia"). L'agente Lemmy (Eddie Constantine), detective intrepido ed impassibile, giunge in città dai "quartieri esterni" per indagare sull'ingegnere Von Braun, artefice di questa macchina tirannica ed antidemocratica. Spacciandosi come un giornalista guiderà la giovane figlia dello scienziato (la deliziosa Anna Karina, già protagonista del drammatico "Vivre sa vie") verso la liberazione da questo microcosmo oppressivo e dittatoriale.
Godard fonde con ingegno il futurismo dispotico dei romanzi orwelliani con un'ambientazione tecnologica/modernista di grande fascino, impregnando la storia d'elementi cinematografici più consueti che spaziano dal noir classico al giallo poliziesco più moderno (il richiamo all'allora recente saga britannica "007" è alquanto sentito), e realizzando una parodia insolita della Nouvelle Vague dallo spirito progressista e dai contenuti anarchici ma un tantino nichilisti. L'ermetismo dello script fa di Alphaville un'opera molto personale e sotto alcuni aspetti perfino indecifrabile, sebbene pioniera delle tematiche fantascientifiche le quali avrebbero caratterizzato le filmografie di noti autori visionari quali Ridley Scott e Terry Gilliam. Un racconto enigmatico e conturbante, rivoluzionario nella sua progettazione, ed anticipatore di tutta la corrente della letteratura cyber-punk che, nell'ambito dell'immaginario della comunità contemporanea, avrebbe preso definitivamente piede alla fine del decennio successivo.
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