Review of YellowBrickRoad (2010) by Giancarlo G — 23 Oct 2011
Un gruppo di studiosi si mette in viaggio per dare una risposta alla misteriosa sparizione della quasi totalità della popolazione di Friar (New Hampshire) avvenuta 70 anni prima. Pare che si fossero incamminati verso nord seguendo un non meglio precisato sentiero.
Prologo ridotto all'osso (bene), il gruppo dei protagonisti si incammina verso nord tra valli e foreste. Ben presto iniziano a comparire stranezze, le bussole e I gps impazziscono, dal nulla riecheggia una sconnessa musica anni 30, le menti iniziano a vacillare. Una sorta di triangolo delle bermuda tra le montagne.
Film difficile ma anche audace e originale, che evita accuratamente il ricorso a soluzioni "facili", come l'abusatissimo "found footage". Originale anche a livello visivo; come ho letto in una bella recensione poco fa, non è semplice fare un film che provochi tanto disagio nello spettatore restando sempre su scene in piena luce e colori brillanti. Interessantissimo e funzionale l'uso del sonoro.
Insieme film sullo squilibrio mentale provocato dall'isolamento e personale viaggio interiore (da incubo) dei protagonisti - a un certo punto la domanda di un personaggio non è "ritorneremo a casa" ma "ritorneremo ad essere quelli di prima". Il terrore arriva in maniera subdola e inaspettata come culmine di una tensione accumulata a furia di incoerenze, stranezze e prime avvisaglie di disagio psicologico. E quando arriva, arriva davvero e si sgranano gli occhi.
Lo scenario che yellowbrickroad dispiega davanti agli occhi è, a dirla tutta, estremamente spiacevole. Eppure appassionante.
Pur non esente da difetti (il finale, purtroppo), uno dei film più inquietanti che ho visto negli ultimi tempi.
This review of YellowBrickRoad (2010) was written by Giancarlo G on 23 Oct 2011.
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