Review of Transamerica (2005) by Nello F — 07 Dec 2008
Bree, un trans sul punto di compiere il "passo definitivo" (l'intervento che la rendera' finalmente donna), scopre a pochi giorni dall'operazione di avere un figlio, che e' rinchiuso in un carcere minorile di NY.
Senza troppa convinzione Bree va a cercarlo, paga la cauzione per liberarlo, e gli propone di ritornare insieme a Los Angeles, ma non gli rivela la sua vera identita'.
Comincia cosi' un "road movie" decisamente atipico, sgangherato come la macchina noleggiata per il loro viaggio, nel quale le verita' nascoste, non solo quella di Bree ma altre ben piu' forti e inconfessabili, verranno lentamente a galla, e tocchera' affrontarne le inevitabili conseguenze.
Ad un personaggio centrale (Bree) riuscitissimo e splendidamente interpretato, fanno da contorno un nugolo di caratterizzazioni di livello decisamente minore, alcuni di essi (i genitori di Bree) sono poco piu' che caricature. Lo stesso Toby, il figlio inatteso, e' impacciato e poco credibile sia nella parte del giovane strafottente sia in quella dell'adolescente traumatizzato.
Il film da' indubbiamente il meglio di se' nelle sue parti piu' leggere e comiche, spinto dalla verve del(la) protagonista. I risvolti drammatici sono invece eccessivi, e risultano indigesti nel contesto di una vicenda che lo spettatore e' portato a seguire con buon umore.
E' comunque un originale racconto sulla tolleranza ed una metafora sul tortuoso percorso che conduce alla ricerca di se stessi.
This review of Transamerica (2005) was written by Nello F on 07 Dec 2008.
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