Review of The Piano (1993) by Nick A — 24 Apr 2010
Di donne mute non ne abbiamo viste molte in pellicola. Nella letteratura abbiamo un esempio fulgido, la â??Marianna Ucrìaâ?? di Dacia Maraini. Nel cinema câ??è Ada, la dolente e falsamente frigida eroina di questo memorabile film al femminile.
Perché al femminile? Innanzitutto la regia è donna, una Jane Campion in gran forma che esplora I territori pseudo-tropicali della Nuova Zelanda e li celebra come luoghi avvolti in suggestive luci nei quali avventurarsi è quanto mai ardito.
Poi perché I due personaggi più vigorosi ed importanti della storia sono due donne, mamma e figlia (chi meglio di una donna, dunque, dietro la mdp?).
E il film impressiona poi per la sua originalità raffinata ed elegante. Si rifà a vari modelli, citati con accurata diligenza (su tutti le atmosfere intense della scrittura delle sorelle Bronte), e I temi di fondo sono quegli cari al melodramma, con qualche ingrediente più intrigante e bizzarro: câ??è il ricatto amoroso imposto dallâ??altro (un maori convertito che sâ??invaghisce dellâ??inquietudine di Ada); ci sono gli sguardi languidi e sognanti; câ??è la pioggia (e Dio solo sa quanto sia importante e funzionale la pioggia battente in film del genere); câ??è il rapporto famigliare labile ed irrequieto; câ??è la musica, che puntella con energica passione gli ambienti; câ??è una sorta di esotismo nei luoghi; e câ??è la follia, rappresentante il culmine della storia.
Sottile e strisciante condizione necessaria nel melodramma, la follia ha qui I connotati di lui, il marito di Ada, entrato in un tunnel senza ritorno a causa dellâ??assenza di un appagamento amoroso e della scoperta del tradimento.
La scena che ne descrive lo spannung è a dir poco spaventosa: ciò che per Ada è il veicolo per soddisfare la propria ragione di vita (le dita), viene simbolicamente (un solo dito, ma è il gesto a ripugnare) tagliato, per far capire come il maschio sia più forte e le convenzioni del matrimonio più importanti di qualunque altra cosa.
Ã? anche un film femminista, ma non solo. Sensuale e misterioso, violento ed incandescente, può apparire freddo solo a chi non ne percepisce lâ??ardente fuoco che vi brucia e si limita ad ammirarne lo stile formale e livido (ruvida e sporca fotografia di Stuart Dryburgh, costumi di Janet Patterson).
Ultimi venti minuti di grande potenza inquieta e nervosa, sfocianti in un finale speranzoso ed enigmatico con salvataggio (però câ??è il fantasma della morte sempre presente).
Holly Hunter è a dir poco fantastica, sublime muta che comunica più di qualunque atra attrice petulante e logorroica. Essenziale e febbrile. Valanga di premi, coronata dall'Oscar come miglior attrice.
Grandi prove per il cerebrale Harvey Keitel e il teso Sam Neil, e lodi unanimi alla impetuosa Anna Paquin. Ed adeguato uso delle musiche, ottime, di Michael Nyman.
This review of The Piano (1993) was written by Nick A on 24 Apr 2010.
The Piano has generally received very positive reviews.
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