Review of Sideways (2004) by Stefano L — 19 Jun 2013
Un viaggio tra le cantine delle campagne californiane che vede come protagonisti due ex compagni del college, l'uno l'opposto dell'altro, alle prese con la solita crisi di mezz'età. Da una parte abbiamo un bigotto professore delle medie che non riesce a far pubblicare il suo nuovo libro e ha lasciato la moglie da due anni (un tragicomico e ammirevole Paul Giammati), dall'altra un attore di spot in declino che prima delle nozze ha intenzione di passare una settimana all'insegna del divertimento, del sesso e di nuove focose avventure (il bravo ma meno noto Thomas Haden Church).
Il vino diventa subito il mattatore della vicenda, l'allegoria dell'esistenza, il costituente in grado di esprimere e riflettere le travagliate personalità dei personaggi, perchè, come viene esposto in uno dei momenti migliori del film: "c'è qualcosa di assoluto nell'aprire una bottiglia, un senso di potenza illimitata nel dare vita ad una creatura di cui solo tu puoi decidere la nascita in quel preciso e irripetibile attimo, sapendo che ad aspettare anche solo un'ora sarà diverso, sarà un'altra cosa".
Molto gradevole anche Virginia Madsen, abile nell'impartire un filo di poeticità alla sagace sceneggiatura. Tuttavia, uno sviluppo esageratamente sobrio di colpi di scena ed avvenimenti veramente memorabili, impedisce a "Sideways" di diventare una vera gemma del cinema indipendente.
Da apprezzare però la direzione di Payne: dallo stile svigorito ma incisivo, come non se ne vedevano da tempo.
This review of Sideways (2004) was written by Stefano L on 19 Jun 2013.
Sideways has generally received very positive reviews.
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