Review of Shaft (1971) by Shawn W — 19 Sep 2012
Capostipite di quel genere impronunciabile che prende il nome di blaxpoitation, "Shaft" non è solo un grande classico del cinema d'azione ed il cult che ha lanciato una delle figure di spicco del cinema afroamericano, ma è anche un film lodabile sotto diversi aspetti artistici, soprattutto per la regia del bravissimo Gordon Parks, abilissimo nella gestione di intervalli ed accenti che in diverse scene rendono lo sviluppo narrativo del tutto imprevedibile, contribuendo a rifilare un notevole charme ad un protagonista già notevomente carismatico, interpretato egregiamente da Richard Roundtree.
In questa pellicola nulla è lasciato al caso; dalle cupe scenografie ai costumi fascinosi, la rappresentazione newyorkese alquanto azzeccata che ne venne esposta, riuscì a far trasparire un tipo d'atmosfera noir della periferia americana (in questo caso la difficile realtà di Harlem) che ottene delle menzioni particolarmente positive da una grossa fetta di pubblico, la quale non rientrava esattamente nel "target" del lungometraggio di Parks.
Più che convincente la sceneggiatura, mai troppo triviale o sguaiata, come ci si aspetterebbe in questo genere di prodotti, bensì brillantemente efficace a dare uno spessore non indifferente al mitico John Shaft ed al boss della malavita Bumpy Jonas.
Le stupende musiche funky di Isaac Hayes anticiparono la disco music di almeno cinque anni.
This review of Shaft (1971) was written by Shawn W on 19 Sep 2012.
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