Review of Network (1976) by Stefano L — 07 Jul 2013
"Così un ricco ometto coi capelli bianchi è morto. Cosa c'entra questo con il prezzo del riso, esatto? E perché io dico "poveri noi"? Perché voi, il pubblico, ed altri 62 milioni di americani, ascoltate me in questo istante! Perché meno del 3% di voialtri legge libri, capito? Perché meno del 15% di voi legge giornali o riviste! Perché l'unica verità che conoscete è quella che ricevete alla TV! Attualmente, c'è da noi un'intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV. La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione. La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio, e poveri noi, se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati [...], perchè questa società è ora nelle mani della CCA, e quando una delle più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficente macchina per una propaganda fasulla e vuota, io non so quale altre cazzate verranno spacciate per verità qui...".
Queste sono le parole di Howard Beale, anchorman che dopo aver annunciato il suo suicidio in diretta, convinto di essere un mandante di Dio, viene letteralmente strumentalizzato da uno dei più potenti canali televisivi statunitensi per uno show personale in cui può dichiarare apertamente tutte le sue opinioni sulla corrotta e capitalistica società americana. Ecco che viene segnato l'inizio di una nuova epoca del mondo della comunicazione, quella che vede la nascita della TV trash, della controinformazione e dei primi programmi quali si pongono in antitesi con la cultura e le istituzioni. Ma la prospettiva della realtà può cambiare radicalmete a seconda da chi tiene le mani sul timone. Qualsiasi tesi falsa potrebbe diventare veritiera, o il contrario. La televisione permette questo ed altro nel fatidico periodo delle prime emittenti private. Quinto Potere (il cui titolo ad un primo sguardo suona inflazionistico visto che in Italia si battezza dichiaratamente come sequel di Citizen Kane..) è una satira funesta sul business massmediatico, ma va ben oltre la critica sociale che vuole esporre con il suo superlativo traforo introspettivo dei personaggi (da Finch alla Dunaway fino a Duvall e Beatty, le performance sono eccezionali e sostenute da dialoghi squisitamente sopraffini); è una sorta di rassegnazione al nuovo sistema, in cui il giudizio concuslivo viene concesso al cronista meglio sorretto dalla struttura di divulgazione più potente. Lo scalpore che una notizia può suscitare sul pubblico questa volta deve assumere delle connotazioni effettistiche/provocatorie spiazzanti affinchè riesca a concentrare su di sé l'attenzione della più grossa fetta di share. Pena della malriuscita del format? La Morte!! Quella dell'individuo in primis, quella del pluralismo e dell'erudizione svincolata dal battage promozionale via etere a seguire. Ma forse è questo che tiene tutto impiedi, perchè le persone credono a quello che vogliono, e ciò comporta sempre uno stimolo per guardare al futuro. La nuova tecnica vincente per trascinare le masse è quella del pianificazione neurolinguistica, quale incoraggia l'uomo a riformattare la mente ed eseguire tutto ciò che si vede in quella scatoletta magica...
"Voi fate tutto quello che la tv vi dice: vi vestite come in tv, mangiate come in tv, tirate su I bambini come in tv, persino pensate come in tv. Questa è pazzia di massa. Siete tutti matti! In nome di Dio, siete voialtri la realtà: noi siamo le illusioni...".
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