Review of Il Divo (2008) by Private U — 29 Jan 2009
Giulio Andreotti e il potere: amicizie, tradimenti, passeggiate sotto scorta, accuse, processi e assoluzioni.
Sorrentino racconta lâ??esercizio del potere e le conseguenze del potere, per chi lo amministra cosiâ?? come per chi lo subisce, mitizzando il â??divoâ?? Giulio, che ci viene mostrato come icona mistica, surreale, enigmatica, un totem deforme e multiforme, una maschera impenetrabile, uno, nessuno e centomila (lireâ?¦): attraverso tracce documentaristiche, personaggi al limite del surreale e situazioni che tracimano nel grottesco piuâ?? puro assistiamo a un mirabile show che debutta con un Servillo hellreiseriano, che non si limita a una banale imitazione ma che scava dentro il personaggio restituendocelo in tante sfaccettature intime e solitarie, silenziose, carico di storici aforismi â?? perle ai porci- apparentemente immobile eppure sempre in perenne movimento, fino a un impressionante monologo mai forse neanche lontanamente pensato.
Un ritratto feroce del mondo politico di mera apparenza, del tutto astratto e simbolico, formato da nani, preti e ballerine, senza giudizi definitivi sul mistero Andreotti, e su cioâ?? che si muove nellâ??ombra dietro le sue ingobbite spalle, e su cioâ?? che il Divo muove nellâ??ombra con le sue ipercinetiche mani; nessun personaggio a rappresentare la barricata del â??beneâ??, solo fantasmi confinati in luoghi inaccessibili per chiunque.
Montaggio sonoro e scelte musicali, come sempre perfette con Sorrentino, sottolineano emotivamente circostanze e vicende, e fanno ormai parte del suo stile personale, come I virtuosistici ralenty (Capaci), I movimenti di macchina, I piani sequenza.
This review of Il Divo (2008) was written by Private U on 29 Jan 2009.
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