Review of Good Morning, Vietnam (1987) by Eric J — 21 Apr 2012
Vi ricordate del Deejay Time originale? Quello di vent'anni fa con Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso, che andava in onda alle 14:00? Be', il programma aveva sperimentato un nuovo modo di fare radio, ovvero quello di "inventare" dei personaggini e delle voci fuori campo che intervenivano in diretta, accompagnati da alcuni storici jingle radiofonici, suonati durante il passaggio dei dischi.
In pochi lo sanno, ma quella trasmissione si ispirò a "Good Morning, Vietnam": commedia militare (ambientata nella Saigon del 1965), metà comica, metà drammatica, in cui un frizzante Robin Williams (Adrian Cronauer), in qualità di dj e conduttore radiofonico, sconvolse I palinsesti dei comunicati ufficiali per proporre musica rock moderna, intervallata da scimmiottature sarcastiche e canzonature spiritose nei confronti dei suoi superiori.
Naturalmente questa irriverenza susciterà la rabbia del generale Taylor, che dopo l'ennesima condotta dissidente, sospenderà il suo show, nonostante I notevoli consensi ottenuti dai soldati che lo seguivano.
Il film, seppure costruito sulla sceneggiatura di Mitch Markowitz, gioca sul virtuosismo e le improvvisazioni dello stesso Williams; il prodigioso attore, grazie al suo talento e il suo estroso e pungente umorismo, riesce ad annettere alla sua arguzia burlesca, la drammacità delle scene finali, in cui comincerà a partecipare attivamente al conflitto dei vietcong, tramite l'aiuto, che si rivelerà in parte deludente, di Tuan, fratello della donna vietnamita di cui si era innamorato.
L'opera di Levinson, nel 1988, si aggiudicò diverse candidature agli Oscar e ai BAFTA, soprattutto grazie all'originalità e alla bravura di Williams. La frase d'apertura della trasmissione del suo spettacolo radiofonico, "Goooooood morning, Vietnaaaaam", è rimasta d'antologia.
This review of Good Morning, Vietnam (1987) was written by Eric J on 21 Apr 2012.
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