Review of Van Helsing (2004) by Stefano L — 17 Jul 2013
Ce n'è veramente troppa di carne alla brace in questo pastrocchio della Universal. L'intro, ad esempio, è una citazione diretta al classico "La moglie di Frankenstein", tanto indecoroso quanto eccedente al fine della storia; subito dopo l'azione si sposta un anno dopo (1888) e finalmente ci viene presentato in nostro antieroe per eccellenza: il Van Helsing di Hugh Jackman è armato con ogni tipo di diavoleria technologica (ha perfino il rampino di Batman), fa numeri da circo, e come il migliore 007 ha un laboratorio sotterraneo dove un frate (!!) gli mette a punto tutti gli ordigni anti-vampiro più impensabili.
L'interpretazione dell'attore è a metà tra un cavaliere oscuro improbabile e quella di Zorro (di Banderas), ma forse nemmeno lui sa con certezza cosa cavolo sta girando. Sommers scambia la sceneggiatura con il gameplay di un gioco di Castlevania (la trama, non a caso, ne è un'evidente scopiazzata), sottomettendola sempre ad una vasta gamma di effetti, quelli realizzati con la CG più becera, e quindi invecchiati già male.
Lo stampiglio è comico, ma vuole essere serio (non trovando un equilibrio tra I due toni), Dracula (Richard Roxburgh) è un tamarro dark che farebbe rivoltare dalla tomba Lee e Lugosi, e la Beckinsale è truccata male e diretta peggio.
Ci sono anche il Dr.Jekyll, I licantropi e le figlie del Conte, ma praticamente nulla che ricordi l'atmosfera delle antiche produzioni low-budget che il film dovrebbe omaggiare, ma che finisce per mettere alla berlina.
Due ore di pura noia neogotica.
This review of Van Helsing (2004) was written by Stefano L on 17 Jul 2013.
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