Review of To Live and Die in L.A. (1985) by Stefano L — 10 Nov 2011
Le capacità di William Friedkin in qualità di regista poliedrico ed eclettico profilano delle doti di tutto rispetto che spesso vengono messe in evidenza nelle sue opere. "To Live and Die in L.A." è un esempio tangibile di queste sue facoltà, capaci di catturare l'attenzione di critica e pubblico.
Completamente atipico nel montaggio e in generale nella direzione rispetto alle pellicole di quel periodo, il film è un piccolo gioiello neo-noir che descrive eccellentemente l'avidità e il cinismo di una parte della società americana. Willem Dafoe, in una delle sue performance migliori nel ruolo del cattivo, è un criminale perspicace e truculento, che porta avanti, facendo attenzione anche ai minimi dettagli, l'attività illegale di spacciatore di banconote false. Natura messa in perfetta contrapposizione con il poliziotto Chance (il mitico Petersen), disposto a qualsiasi espediente, anche illecito, pur di vendicare il suo ex collega di lavoro: quest'ultimo ucciso barbaramente da Masters (Dafoe). Lo scetticismo verso le formalità delle autorità costituirà un modus operandi del protagonista sicuramente poco avveduto, ma capace di tenere testa ad un antagonista così efferato.
Friedkin ha seguito minuziosamente tutti gli aspetti, in modo da renderli in sintonia con quel tipo d'atmosfera che voleva fomentare. La bellissima colonna sonora, per esempio, è un indovinatissimo omaggio dei Wang Chung. Penso quindi che il film meriti un rating alto, sebbene I finali un po' pessimisti non facciano impazzire proprio tutti. I fanatici dell'action a stelle e strisce dovrebbero comunque dargli un'occhiata, anche nel caso in cui non siano molto attratti da pellicole ormai non più attualissime.
This review of To Live and Die in L.A. (1985) was written by Stefano L on 10 Nov 2011.
To Live and Die in L.A. has generally received very positive reviews.
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