Review of Time After Time (2011) by Luigi V — 22 Jul 2010
Con la Macchina del tempo di sua invenzione, il "Genio ingenuo" H. G. Wells lascia la sua Londra vittoriana, per inseguire Jack lo Squartatore, sfuggito a Scotland Yard. L'impatto con la San Francisco contemporanea ridimensiona le sue idee utopistiche. Dal 1893 al 1979, l'indole umana rimane fondamentalmente immutata. Tutte le epoche si assomigliano ed è sempre l'amore a rendere più sopportabile il travaglio. Dal momento, dunque, che progresso ed evoluzione non viaggiano assieme, non è il caso di forzare il corso del tempo.
Sorprendente esempio di cinema classico eppure originalissimo, "L'uomo venuto dall'impossibile" è una felice commistione di generi. In perfetto equilibrio tra commedia ironica e fantascienza, è una romantica meditazione sul tramonto di alcuni capisaldi del pensiero a cavallo tra XIX e XX secolo.
Nell'ottimo gruppo di attori, Spicca un McDowell agli antipodi dei ruoli a cui ci ha abituato: Arancia Meccanica, Io Caligola o Evilenko sembrano interpretati da un altro attore. Da vedere.
This review of Time After Time (2011) was written by Luigi V on 22 Jul 2010.
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