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Review of by Valerio R — 04 Mar 2012

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Chissà perchè quando qualcuno sente il nome di un regista non americano che dirige un thriller, già storce il naso. Amenabar, regista spagnolo, ha diretto e creato un autentico capolavoro, un thriller gotico che nulla ha da invidiare a quei film frantuma-botteghini d'oltreoceano.

Qui c'è molto "Sesto Senso", ma le differenze si notano subito: intenso ed hollywoodiano il primo, cupo ed opprimente "The Others". Siamo nell'Inghilterra del dopoguerra, in una casa tetra e sinistra come non se ne sono mai viste: una dimora che abbiamo sempre tenuta nascosta nei meandri delle nostre paure inconsce.

L'atmosfera asettica ed inquietante ti entra nella pelle già dalle prime inquadrature: l'intero film è un alternarsi di toni grigi e rarefatti con I fiochi e spenti gialli pallidi degli ambienti.

Qui abbiamo una Nicole Kidman in stato di grazia e piccoli attori scelti con grande professionalità: le espressioni e le posture del bimbo sono assolutamente indimenticabili. Thriller gotico si è detto.

Un'atmosfera gelida e paralizzante sovrasta quasi a schiacciare l'immensa dimora, imprigionata in una sorta di microcosmo, tagliata fuori dal mondo (siamo in un'isola) da una fitta nebbia che ne segna I confini, della mente e anche fisici.

La casa stessa è una grande e allo stesso tempo angusta prigione in cui I protagonisti vivono la loro vita che è una non-vita. Metà del film è alla luce di un lume, una luce che paradossalmente spegne tutti I sogni e alimenta incubi e visioni, in stanze in cui la notte e le tenebre permettono una sorta di sopravvivenza forzata, imposta da quel mazzo di chiavi che simbolicamente e materialmente apre e chiude mondi sensoriali dove tutto inizia e tutto finisce.

Una scomoda aurea mistica e religiosa scandisce come una nenia le giornate dei protagonisti, implodendo in un finale che azzera ogni convinzione: un finale da non rivelare a chi vuole vedere il film nemmeno sotto tortura.

La casa è anche cassa di risonanza di voci,sensazioni fisiche e psichiche:una tomba in cui ogni azione muore sul nascere, trascinando con sè il motivo della stessa esistenza...

This review of The Others (2001) was written by on 04 Mar 2012.

The Others has generally received very positive reviews.

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