Review of Sadgati (1981) by Ashley S — 10 Mar 2010
La lirica e il sadismo vanno di pari passo in film del genere.
La notte diventa il lato oscuro della normalità e la fine del cammino è sempre dietro l'angolo. La gente legge paura ed è convinta di assistere a zombi, scene assurde, irreali e sanguinarie; in realtà il dolore e la paura, il timore, l'esitazione, il fascino dell'impercettibile e del grandioso diventano ancora più inquietanti quando ad essere tossico e malato è semplicemente l'aspetto quotidiano , palese e lineare delle cose.
Realizzato con un budget irrisorio rimane a mio avviso il miglior film di John Boorman,che scritturoâ?? degli abitanti del posto per interpretare I montanari e lo scrittore James Dickey ,sceneggiatore ed autore del romanzo da cui è tratta la pellicola ,per il ruolo dello sceriffo.
La prima volta che lo vidi lo pasavano in tv, ed ero bambina... assieme a Full Metal Jacket, Il cacciatore, Misery e altre amenità sul genere. E infatti mi ripromisi di non guardarlo più: l'angoscia, la paura, le reazioni violente a situazioni drammatiche e inaspettate erano troppo ben rese.
Invece l'ho rivisto... e di nuovo ho provato quel senso di claustrofobia generato, per assurdo, in un luogo sconfinato. Come topi, I protagonisti si sentono presi in trappola da gente che fa davvero paura: più che persone sembrano figure del trattato di Lombroso e pare che debbano ghermirli da ogni anfratto di un paesaggio naturale apparentemente inoffensivo.
Un posto che se fori la sera e chiedi aiuto rischi di essere impalato. In tutti I sensi. E poi, la scena dei Dueling Banjos? Mitica.
Un viaggio negli inferi, nella preistoria e nel mito in un contesto doloroso e spaventoso.
Ottime interpretazioni, fotografia da incorniciare.
This review of Sadgati (1981) was written by Ashley S on 10 Mar 2010.
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