Review of Quiet Chaos (2008) by Private U — 18 Jan 2009
Mentre Pietro e' al mare con il fratello Carlo, gli capita di salvare una donna, una sconosciuta. Tornato a casa, trova la moglie distesa a terra, morta. Da questo momento la vita di Pietro cambia: muta innanzitutto il suo rapporto con la figlia Claudia, ma anche e soprattutto il suo punto di vista sulle persone e sulla vita. Una mattina Pietro porta la figlia a scuola e le promette che rimarra' fuori ad aspettarla fino a quando non sara' uscita. E cosi' avviene. Pietro non va piu' al lavoro, passa la vita sulla panchina del parco di fronte alla scuola, cercando in questo modo di isolarsi dal mondo e dagli altri, rifugiandosi in un "caos calmo", nel quale non riesce pero' a provare dolore, quel dolore che lo salverebbe, permettendogli di superare il trauma e riprendere la propria vita. Ma Pietro non ce la fa, e cosi' il piccolo parco inizia ad affollarsi di nuovi personaggi, amici, colleghi di lavoro, persone che passano per la strada ogni giorno. Pietro si ritrova cosi' proiettato, senza volerlo, in una dimensione sociale, dove tutti vengono per consolarlo, ma vogliono in realta' essere consolati.
Un film tenero e delicato, profondamente umano nel trattare il tema del lutto e del dolore, che profuma di vita e di dolcezza, consigliato a chi ha apprezzato il Moretti de "La stanza del figlio".
This review of Quiet Chaos (2008) was written by Private U on 18 Jan 2009.
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