Review of Paris, Texas (1984) by Stefano L — 11 Apr 2012
Un inconsueto, ma persuasivo ed originale, esercizio di stile del regista tedesco Wim Wenders; "Paris, Texas" si esprime con le immagini, con le sequenze di ripresa on the road, e la calda e luminosa fotografia, che mette in risalto il deserto del Texas.
Il deserto, e l'architettura post-moderna americana, sono le metafore della vita di Travis Henderson; un uomo emotivamente distrutto dall'abbandono del figlio e della moglie, che si ritrova a vagabondare tra il confine del Messico e degli Stati Uniti.
Viene quindi ripescato dal fratello, da quattro anni il "tutore" di suo figlio. Deciderà successivamente di raggiungere Houston per ritrovare l'ex moglie, adesso spogliarellista in un peep-show club.
La pellicola è molto particolare per la colonna sonora, non un soundtrack nel senso più stretto del termine, ma un secco e turbato riff di chitarra, soggetto a distorsioni e/o dilatazioni del suono, in base ai dialoghi da accompagnare (e alle loro argomentazioni).
Scelta artistica parecchio efficace nel ratificare il giusto pathos alle scene chiave e rendere la sobria sceneggiatura più interessante. "Paris, Texas" non è un film che potrebbe piacere a tutti, ma può comunque emozionare molti, e affascina ancora oggi per la tecnica singolare nella direzione.
This review of Paris, Texas (1984) was written by Stefano L on 11 Apr 2012.
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