Review of My Own Private Idaho (1991) by Elisa K — 16 Jan 2009
Sfruttare l'idea della narcolessia per creare un film surreale e intenso mi è piaciuta. L'allegra banda dei march ettari con Bob al comando sembra un pò la banda dei bimbi sperduti di Peter pan con a capo Little Jhon.
In particolare il personaggio interpretato da Keanu Reeves è proprio l'emblema di chi non vuole crescere. La vita dedicata a droga prostituzione e furti appare magicamente come la vita dei "buoni" al di fuori c'è un mondo ancora più spietato di loro.
Non voler crescere e non voler far parte della gente "per bene" risulta normale una volta entrati nella psicologia dei personaggi e quasi con rammarico vediamo il comportamento di Scott che abbandona quel mondo, come un egoismo rispetto alla "buona condotta" che aveva prima.
Il tema della famiglia è un tema importante in tanti lavori di Van Sant e anche qui sono due situazioni famigliari diverse anzi diametralmente opposte a far unire le strade dei due protagonisti. L'Idaho per loro ha un valore simbolico sembra il posto dove rifugiarsi il luogo dove scoprire le verità una sorta di limbo che protegge e rivela, bella immagine.
This review of My Own Private Idaho (1991) was written by Elisa K on 16 Jan 2009.
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