Review of Much Ado About Nothing (1993) by Stefano L — 24 Dec 2012
Dopo il successo di pubblico e critica di Henry V, Branagh torna a rivisitare il territorio shakespeariano con Much Ado About Nothing, una delle opere più frizzanti ed predilette dell'illustre drammaturgo britannico.
Lo sfondo storico si sposta dal periodo rinascimentale ad un'ambientazione italiana di metà ottocento, ambientata a Messina ma ripresa nelle campagne toscane, con un'intro che addirittura potrebbe richiamare alla memoria anche le quinte della vecchia tradizione western.
Niente paura però, perchè il regista riesce a combinare due contesti molto differenti senza inabissarsi nel cattivo gusto della modalità stilistica, ed offrendo anzi una curiosa e piacevole cornice agrodolce compassata da un gruppo di attori di ottimo livello, caratterizzato dai migliori interpreti dei libri di casting europei e statunitensi.
Il controllo sull'apparato scenico è esemplare, e nonostante la natura plateale del testo sia di difficile assimilazione in alcuni frangenti per via della velocità chiaramente teatrale della sceneggiatura, l'allestimento dell'effige drammaturgica viene gestita con grande misura ed una presa sicura nella successione di intrecci comici e scellerati, dando una prova di grande avvedutezza nella maniera del suo autore.
Branagh e la Thompson sono ovviamente I chiosatori più suadenti dell'intera riproduzione dell'impianto rappresentativo, riuscendo contemporeaneamente a realizzare un'intercapedine perfetta con I ruoli primari e secondari degli altri caratteristi: le loro presenze sono infatti le più pregiate e gradevoli; sembra però non aver ottenuto una completa compiutezza descrittiva l'immagine cinica e perversa del perfido Don John (Keanu Reeves), così come stona leggermente il visetto poco espressivo e da spot pubblicitario di Robert Sean Leonard, rispetto ad espositori del calibro di Richard Briers e Denzel Washington (da segnalare anche la parte di un'appena ventenne Kate Beckinsale nei panni di Hero, ed un curioso ingresso di Michael Keaton nel ruolo del grottesco guardiano Carruba).
Ad ogni modo la corpatura strutturale della pellicola, particolarmente degna di nota per il virtuosismo della sua elaborazione, non può che essere la prova di come Branagh sia uno degli artisti più sagaci e fidati nella consegna di una libertà reinterpretativa, bilanciata ed ingegnosa, dei più noti componimenti storiografici.
This review of Much Ado About Nothing (1993) was written by Stefano L on 24 Dec 2012.
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