Review of Metal: A Headbanger's Journey (2005) by Tommaso C — 23 Jan 2009
Me lo riguardo per la prima volta dopo un bel po' di tempo. Beh, le sensazioni son rimaste quelle. Tecnicamente non lo so valutare, so che il ragazzo si è sbatutto tanto, girando tra Europa e USA, intervistando un sacco di gente, componenti di band, addetti ai lavori, semplici fan, e poi esperti, psicologi sociologi e quant'altro.
Ha vivisezionato questo piccolo-grande mondo tramite l'analisi dei temi ricorrenti, degli aspetti fondamentali e delle caratteristiche della musica, di chi sta sopra il palco, di chi sta sotto al palco, e anche di chi sta dietro.
Ma, struttura a parte, quel che mi piace di questo documentario è il brivido.
Figa, ti senti parte di qualcosa di enorme. Vedi le immagini del Wacken, questa enorme folla, 40mila persone che si muovono insieme, un'unica creatura che ondeggia si agita scapoccia a ritmo di musica.
Con un sincero vaffanculo alle commedie rosa, guardando certe scene mi si sono davvero inumiditi gli occhi, asd.
Non è solo la musica, non è la divisa, non è il vivalafiga, la birra e il diavolo. E' qualcosa di più. Ma è una cosa che si sapeva benissimo anche prima di questo documentario, però vederla, sentirla, riconfermarla.. fa effetto, è figo, ti sembra quasi di sentire una sensazione di scomodità nel petto.
E uh.. gli ultimi minuti, con lo stacco tranquillo di Master Of Puppets in sottofondo, immagini di crowdsurfing made in Wacken al ralenti, e quei discorsi.. pelle d'oca.
So che è stupido, so che per certi versi è la parte più ignorante e semplice di metalhead, quella a cui piace sentire queste cose.. però vaffanculo, ti senti fiero, ti senti migliore di tutti gli altri, senti di appartenere a una grande famiglia.. e fanculo il resto, asd.
This review of Metal: A Headbanger's Journey (2005) was written by Tommaso C on 23 Jan 2009.
Metal: A Headbanger's Journey has generally received very positive reviews.
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