Review of Master of the House (1925) by Philip W — 18 May 2010
7° film muto di C.T. Dreyer, tratto da Tyrannens Fäld (La caduta del tiranno, 1919), gradevole commedia di Svend Rindom, che il regista danese purifica e sfronda secondo I principi del suo stile: concentrazione e rarefazione. A Copenaghen l'orologiaio Viktor, ex artigiano diventato operaio, tiranneggia la moglie Ida e I tre figli. Malata, Ida lascia la casa per curarsi, sostituita dall'energica nutrice Mads (M. Nielsen) che in un mese ridimensiona e fa pentire il tiranno. Ida ritorna dal marito che sembra cambiato e rimette in moto la pendola: ?Il cuore della casa batte di nuovo.? Lieta fine ironicamente ambigua. Diviso in 3 parti, girato quasi per intero in due stanze più cucina con rigorosa semplicità, rispecchia fedelmente la poetica dreyerana: l'elogio dell'amore coniugale; il tema della resistenza passiva; un trio di personaggi principali; la plastica descrizione della banalità quotidiana, l'ammirevole controllo degli attori. E un umorismo di sottigliezza elegante. Buon successo in Danimarca e trionfo in Francia: proiettato a Parigi in 72 sale. Unico film di Dreyer che fu rifatto: Tyrannens Fäld (1942) con K. Nellemose (la figlia) nella parte della madre e ancora M. Nielsen come nutrice. 2.356 (2.323) m (circa 100´ a 20 fotogrammi al secondo).
[Morandini].
This review of Master of the House (1925) was written by Philip W on 18 May 2010.
Master of the House has generally received positive reviews.
Was this review helpful?
