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Review of by Monia V — 23 Jun 2009

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Diverse volte ho pensato al perche' un simile argomento esercitasse su di me un fascino cosi magnetico. E piu divoravo biografie, piu mi avvicinavo a a quella spiegazione che adesso mi do. Nel 95% dei casi I criminali seriali sono soggetti profondamente turbati da traumi infantili, segnati dall'abbandono dei genitori o da gioventu pregne di ogni abuso; spesso plagiati quando la loro ragione ancora non era formata.

Bene, il fatto che io non potro' mai sapere come altre persone 'normali' in tali situazioni avrebbero reagito, come io stessa mi sarei comportata, e che magari e solo il diverso mondo in cui siamo cresciuti a farci percorrere strade opposte... beh, una cosa che non puo non catturarti.

La storia di questo capolavoro �© ispirata a quella di Peter Kurten,serial killer realmente esistito e conosciuto come il "vampiro" per la sua caratteristica di bere il sangue delle proprie vittime. Di li a poco la Germania avrebbe imboccato l'inferno: la strada dell' imposizione, dell' autorita, degli istinti irrazionali. Ma chi sei tu? cosa vuoi tu? Chi sei tu, che vuoi giudicare! Fritz Lang: che maestro.. Eccellente regista, grazie alla tecnica della fotografia, al modo con cui fa parlare le immagini e attraverso la lentezza sempre piacevole delle sequenze propone e permette di afferrare la profondita e la delicatezza di un umano dilemma, tanto antico quanto moderno tra la giustizia del popolo e la giustizia dello stato. Esponente di spicco di una scuola che ha suggellato una stagione indimenticabile per la storia del cinema, dove cinema era pura arte. Da lui Hollywood non ha mai imparato niente. Eppure �© da questo film che nascono Psycho, L'occhio che uccide, Hannibal Lecter e John Doe (il personaggio strepitosamente interpretato per un quarto d'ora da Kevin Spacey in Seven). Peter Lorre stupefacente: �© cosi bravo nel mostrare le sue turbe e nel mettersi a nudo nella scena del processo in cui con gli occhi sbarrati e l'espressione di supplica cerca disperatamente di difendersi da risultarci inquietante. L'ho visto in altri film �© sempre molto bravo ma �© davvero impossibile dimenticare questo personaggio. Piu che un thriller un melodramma che mette in scena il senso di paura, di dramma e di sconcertamento della citta tedesca durante le azioni del terribile infanticida. Le reazioni della folla alle terribili imprese di M, la diffidenza, il dolore dei genitori delle vittime, la terribile corsa contro il tempo per fermare l' assassino, sono concetti che oggi sarebbero evidenziati in pellicola con routine, puntando l' attenzione sui sentimenti, sulla morale collettiva, ma Lang, in un epoca in cui il linguaggio filmico �©�¨ usato per illustrare comportamenti dell essere umano di fronte all avvenimento, deve incentrare l attenzione sulle reazioni di massa. Quindi, se da un lato segue le imprese dell nfanticida Hans Beckert con uno stile che nel cinema thriller/horror moderno diverr� nota col nominativo di whodunit (ossia, la storia seguita dalla parte del cattivo), M non ha come protagonista un investigatore che indaga sull' assassino, ne un giornalista coraggioso e impiccione, e neppure una vittima predestinata. Il vero protagonista e la citta stessa, la popolazione che vive nelle sue strade, la delinquenza comune che, spinta sia da opportunismo sia dall' indignazione, organizza una caccia all�¢uomo intelligente che ha come epilogo un processo.I protagonisti non hanno nomi, sono figure anonime strette nei loro cappotti invernali che, sotto la cinepresa di Fritz Lang e il bianco e nero della fotografia, divengono membri di un quadro realista carico di crudo splendore. Il sonoro, limitato alle voci dei personaggi e al macabro fischiettio dell�¢assassino, gela e innalza il picco di tensione drammatica. Infine, M e uno dei film sulla giustizia piu profondi e sconfortanti mai visti, ancora tristemente molto attuale.

This review of M (1931) was written by on 23 Jun 2009.

M has generally received very positive reviews.

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