Review of Little Shop of Horrors (1986) by Stefano L — 29 Mar 2012
Frank Oz cavalca l'onda del successo del musical Off-Broadway "Little Shop of Horrors" per realizzare un remake cinematografico, dalle tinture vivaci, pennellato con bellissime ambientazioni dark, che rivitalizzano suggestivamente le strade dei quartieri newyorkesi di periferia dei primi anni sessanta.
La cura nel dettaglio traspare in ogni aspetto, dalle location colorate e tetre che strizzano l'occhio ai futuri lavori di Tim Burton, alla formidabile animazione della pianta carnivora extraterrestre (un occhio di riguardo all'ottimo doppiatore italiano), fino alle favolose canzoni rock intonate e "performate" con incredibile abilità e considerevole competenza interpretativa da Rick Moranis e Steve Martin.
Adoro I Pinewood Studios di Londra, e adoro I registi che sanno sfruttare la possibilità di girare in un luogo così magico senza deludere le aspettative dell'audience. Il film originale del 1960 era una black-comedy interessante, chiazzata da qualche stravagante elemento grottesco, ma, a dirla tutta, non troppo riuscita, a causa di alcuni particolari della sceneggiatura che sfioravano il cattivo gusto, ed un epilogo non troppo esauriente.
L'happy-end di Oz potrebbe far storcere il naso a qualcuno che non ama particolarmente questo genere di finali un pò standardizzati, ma se non altro lascia agli spettatori della pellicola un delizioso ricordo.
This review of Little Shop of Horrors (1986) was written by Stefano L on 29 Mar 2012.
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