Review of Kind Hearts and Coronets (1949) by Cli O — 02 Dec 2008
Splendida commedia inglese del dopoguerra, in cui lâ??humour nero ricorda molto â??La signora omicidiâ??, diretta da Robert Hamer, alla sua terza regia dopo â??Incubi Notturniâ?? e â??Piove sempre la domenicaâ??. Il film è strutturato come un flashback: il duca Louis dâ??Ascoyne (Dennis Price) è in prigione, in attesa di essere giustiziato la mattina successiva, e sta scrivendo le proprie memorie, nelle quali racconta la propria ascesa alla nobiltà e alla ricchezza. Scopriamo così che questi non ha esitato ad eliminare ad uno ad uno I membri del casato che lo precedevano nella successione, con una nonchalance che ricorda molto â??Monsieur Verdouxâ??. I suoi concorrenti sono ben otto, tutti interpretati da un grandissimo Alec Guinness, che mostra la sua versatilità comica, perfino nel ruolo di un personaggio femminile (unâ??esilarante suffragetta, che gira per Londra spaccando vetrine e che è in prigione un giorno sì e un giorno no). Ogni delitto diventa il pretesto per qualche irresistibile gag, accompagnata dalla voce fuori campo del protagonista che commenta con cinismo e formidabile aplomb ogni morte da lui provocata. Purtroppo proprio nel giorno della sua investitura a duca, il nostro simpatico assassino viene arrestatoâ?¦ per un delitto che non ha commesso! Il finale è a sorpresa.
Una commedia brillante e sofisticata, deliziosamente amorale, che come ha scritto Henri Agel, è «un miracoloso concorso di circostanze: lâ??audacia del soggetto, il fascino dellâ??epoca, lâ??eleganza e il mordente degli interpreti, il tatto del regista, il profumo britannico dellâ??insieme». Imperdibile.
This review of Kind Hearts and Coronets (1949) was written by Cli O on 02 Dec 2008.
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