Review of JFK (1991) by Monia V — 18 May 2009
Efficace, puntuale, documentato, coinvolgente nonostante la complessità dell'intreccio, è forse l'unico nel suo genere a centrare completamente l'obiettivo. Oliver Stone coglie,con questo film,l'occasione per ampliare un discorso personale su quello che reputa,forse, l'Anno Zero sia della sua vita, che di quella di molti americani della sua generazione.
Nonostante la corposa durata,"JFK" non pesa affatto,anche grazie al geniale montaggio (Oscar meritatissimo) di Pietro Scalia: ha il merito di riproporre con vigore uno degli interrogativi piu'inquietanti del Ventesimo secolo, elaborando una tesi strutturata in maniera credibile, e, almeno in parte, purtroppo verosimile.
Stone individua il Male che avvelena la sua America nella mafia,nei servizi segreti deviati,nei politicanti corrotti,secondo lui colpevoli di proteggere un fascismo clandestino. Kevin Costner interpreta con passione Jim Garrison, il procuratore distrettuale che oso'contestare la versione ufficiale della commissione Warren: ne fa un uomo con vari difetti, ma mosso dal fuoco dell'idealismo, e dopo un accorato monologo, prima della conclusione, molto amara, del film, ne esce sconfitto.
Tecnicamente il miglior film di Oliver Stone, complessissimo, va visto almeno due volte per essere apprezzato come si meriti,per la quantita'incredibile di informazioni che invia a chi lo guarda.
This review of JFK (1991) was written by Monia V on 18 May 2009.
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