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Review of by Catcarlo — 13 May 2013

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La cosa migliore la sequenza dei titoli, posta in conclusione, costruita con immagini provenienti da tutti e tre gli episodi della serie e montate a ritmo adrenalinico secondo uno stile da telefilm anni Settanta, il tutto accompagnato dalla roboante colonna sonora di Brian Tyler.

Con un nuovo regista e sceneggiatore mentre il vecchio, Jon Favreau, si tenuto il piccolo ruolo di Happy Hogan, il terzo capitolo dedicato a Iron Man (ma io sono all’esordio, per me ‘Iron man’ la canzone dei Black Sabbath) stato pensato e costruito come un blockbuster e il suo mestiere lo fa bene, seppur non andando troppo per il sottile: due ore filate in cui l’azione a fare la parte del leone, con solo qualche momento qua e là per riuscire a tirare il fiato.

Si confermano le tendenze dei film di supereroi degli ultimi tempi: il protagonista tende ormai alla mezza età e comincia a essere stanco (anche perché soffre di attacchi di panico lascito della lotta contro gli alieni di ‘The avengers’) ma finisce per trovarsi a lottare basandosi più che altro sulle proprie forze e la propria intelligenza perché gli aggeggi di cui si circonda fanno cilecca più del dovuto.

Se vero che Tony Stark meno problematico di alcuni suoi colleghi, ha più di loro il dono dell’ironia, grazie anche alla capacità di sdrammatizzare di Downey jr. che riesce a funzionare pure quando ripreso in primo piano all’interno di una delle sue armature (specie quando intrappolato nella non proprio perfetta Mk42).

Attorno a lui, tutto il cast dà l’impressione di divertirsi parecchio: Paltrow ha ammesso in un’intervista che lavorare in una pellicola del genere rilassa, mentre Ben Kingsley sfrutta alla perfezione la parte del Mandarino, in cui può gigioneggiare in libertà, tifare per il Liverpool e ammiccare, nella sua ultima scena, a ‘Viale del tramonto’.

La sceneggiatura non si fa certo mancare le citazioni, anche se qualcuna si perde nel doppiaggio, ma ha il pregio di tenere un buon ritmo sapendo distribuire tocchi di commedia: l’importante non domandarsi come possano succedere così tante cose in così poco tempo (a parte un prologo, tutta la storia si svolge a Natale) per non parlare di una successione dei fatti che non si preoccupa sempre di avere una logica e di uno sviluppo che non concretizza tutte le premesse.

Niente da dire, invece, sugli effetti speciali, che per una volta non sono curati dalla Industrial Light & Magic: notevoli anche se tirate un po’ per le lunghe (il prezzo da pagare alle copie in 3D?) sono sia la distruzione della villa di Stark, sia il gran finale nel porto, in cui, seppure a fatica, infine defunge il cattivone di turno Guy Pearce comincia ad essere abbonato ai ruoli di villain.

Nelle sequenze conclusive c’è un tirare le fila di tutti I personaggi, con quello principale che pare decidersi a ripensare la propria esistenza con annesso rapporto di coppia: non essendo Bruce Wayne, però, finirà per ritornare, come difatti scritto dopo gli interminabili titoli di coda.

This review of Iron Man 3 (2013) was written by on 13 May 2013.

Iron Man 3 has generally received positive reviews.

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