Review of Cries and Whispers (1972) by Stefano L — 29 Oct 2012
"E' lunedì mattina presto, e sto soffrendo. Le mie sorelle ed Anna mi assistono a turno...": queste parole vergate sul diario di Agnese con un inchiostro appena accennato (chiaro presagio alla morte), introducono con pressante densità la trafelata opera di Ingmar Bergman.
Un melodramma dalla graffiante spiritualità e di pittorica espressività che fa uso della fotografia di Sven Nykvist come trasduttore di emozioni eteree e conflitti di lacerante tormento psicologico delle sue protagoniste, servendosi in particolare delle acuminate dissolvenze rosso sangue in funzione di un registro cinematografico vessato d'immagini di una avvenenza trascendentale la quale rispecchia inconfondibilmente lo stato d'animo di straziante sofferenza dell'agonizzante Agnese, l'angoscia delle due sorelle, inermi di fronte all'inevitabile ed efferata situazione, e la figura simbolica della governante, ancora intimamente addolorata per la scomparsa della figlia, e l'unica delle tre donne a prestarsi ad un contatto fisico nei confronti della moribonda.
Sensi di colpa, atteggiamenti di delirante emotività, rimorsi e visioni allucinate scrutano l'introspezione delle quattro protagoniste, certe volte addirittura con delle rappresentazioni caratterizzate da un'interpretazione sopra le righe, ma in nessun caso volgari o usurate dalla presenza di tediosi luoghi comuni.
Mi ha lasciato comunque un pò di ribrezzo la scena di autoerotismo "punitivo" da parte della fredda e cinica Karin, ostile nel riconoscere l'affetto della sorella Maria, avida nel trasmetterlo ed accecata dall'odio verso il marito borghese e distaccato.
"Sussurri e grida" è un dramma di una forza dirompente e di virulento fervore, come tutti I lavori del suo autore.
This review of Cries and Whispers (1972) was written by Stefano L on 29 Oct 2012.
Cries and Whispers has generally received very positive reviews.
Was this review helpful?
