Review of Black Swan (2010) by M K — 24 Apr 2018
Molti potranno dire dalla loro, che è il secondo capolavoro introspettivo di Aronofsky dopo "The Wrestler", che una Natalie Portman così non s'era mai vista, che se non ci fosse stato "Il discorso del re", avrebbe fatto incetta di premi.
Vero. Forse. Nessuno però si è accorto della traboccante quantità di scene da horror di basso livello, quelle che mirano solamente a causare un breve batticuore, supportate dal sonoro e dalla repentina comparsa di qualcuno dietro la schiena del protagonista.
La mia non è una bocciatura, sia chiaro; c'è molto di peggio, però se guardo le aspettative, non posso che ritenermi leggermente deluso. Soprattutto perchè lo si accosta a "The Wrestler", cinema a mio avviso, di tutt'altro livello.
E voglio aggiungere, che la prova stratosferica di un singolo attore non porta l'intero film sull'olimpo. Jack Nicholson ed il suo "A proposito di Schmidt" (tanto per citarne uno) ne sono la prova.
This review of Black Swan (2010) was written by M K on 24 Apr 2018.
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